Tuesday, March 27, 2012

AS Roma Campione d'Italia, Stagione 1982 1983

  Alla Roma volevano Zico a lutti i costi. Un presidente senza uguali, l'indimenticabile Dino Viola ed il suo prezioso vice Aldo Pasquali, ci provarono in tutti i modi, ma non ci riuscirono. Capilo allora un agente UEFA. tale Rossellìni. che lavorava in Brasile e consigliò un certo... Falcao. che aveva già giocato anche contro la nostra Nazionale nel '76 a New Haven. ma non se io ricordava nessuno. La Roma avrebbe preterito una "punta". Il tempo stringeva. Le informazioni erano buone, specie quelle di Pelè a Liedholm. Fu così necessario fare di necessità virtù. Falcao si presentò a Fiumicino sulla scaletta dell'aereo e lui, che è la prudenza fatta uomo e calciatore (ce ne accorgemmo in seguitol non ci pensò due volte a dichiarare non richiesto, senza mezzi termini, «sono venuto a vincere il campionato anche in Italia dopo quello dell'lnternacional di Porto Alegre». Restammo tutti un po' sbalorditi a tal punto che, dopo la prima partita di campionato di Como (1-0 per la Roma), ci fu un giornalista milanese che scrisse chiaro e tondo «questo Falcao sembra un giocatore da Cosmos» (la squadra nordamericana fatta di nomi celebri già Uniti o comunque sull'orlo del tramonto). Era arrivato, invece, proprio l'uomo giusto! 

 Avrebbe potuto subito spezzare l'incantesimo dei quaranta anni dopo il primo scudetto, se l'arbitro Beffiamo non avesse annullato il meritatissimo gol dell'1-0 sul campo della Juventus. Vinse la Coppa Italia. Ai mondiali dell'82 Falcao ci fece soffrire con la Nazionale, sigiando il gol del pareggio che ci avrebbe messo fuori. Meno male che rimediarono prima Rossi e poi Zoff con quel provvidenziale intervento. Ma al terzo... colpo Roma Campione con quattro punti di vantaggio sulla Juventus! Quaramun anni dopo. Grandi protagonisti. Tancredi. Nela. Vierchowod. Ancelotti. Maldera. Conti. Prohaska. Pruzzo. Di Bartolomei. lodo. Chierico. Nappi. Valigi. Righelli. Faccini e con una sola presenza anche Giovannelli e Sperghi. Ma soprattutto lui il n. 5. Paulo Roberto Falcao. così magistralmente definito da un giornalista romano del Corriere dei lo Sport: «Falcao sarebbe sempre il migliore in campo, sempre, anche se. un giorno, dovesse capitagli dì non toccare il pallone». Centrocampista completo in tutti i sensi, ma soprattutto ineguagliabile uomo-guida, di orientamento e sostegno per l'intera squadra dal primo all'ultimo minuto. Con Pruzzo cannoniere-super, il delizioso Conti, il poderoso Vierchowod. con il magnifico capitan Di Bartolomei e Ancelotti e Prohaska. Tancredi e Nela. Il bravissimo Liedholm riuscì a creare il suo capolavoro. «Uno scudetto a Roma ne v ale una decina aTorino o a Milano». Lo sanno tutti. Ma Dino Viola lo aveva garantito fin dall'inizio.


  Qualche infortunio ostacola il cammino della Roma destinata a fare da contraltare alle potenze del Nord. Il pubblico è entusiasta dei suoi gladiatori nell'arena dell'Olimpico. Juventus e Fiorentina lasciano il terzo posto raggiunto dai giallorossi e Timer li elimina dalla Coppa Italia nei quarti di finale. Poi l'8 maggio del 1983 Dino Viola corona il sogno. La Roma si aggiudica il secondo scudetto una partita prima della chiusura del campionato fuori casa contro il Genoa. Artefici del tricolore sono: Vìerchowod (pilastro della difesa), Tancredi (la pantera), Mal-dera, lorio, Falcao (l'ottavo re di Roma), Ancelotti, Di Bartolomei (la bomba), Conti e Chierico (i giocolieri) e infine Nela, instancabile terzino con licenza di segnare. Tutto ciò condito dalla saggezza del maestro Liedholm, autentico architetto del gioco a zona. Neanche le due partite terminate 2-1 in favore della Juventus destabilizzano la Roma che si galvanizza nella ventesima giornata contro il Napoli con un'autentica goleada: 5-1, timbrato Nela, Ancelotti, Di Bartolomei e due volte Pruzzo. L'ultima di campionato è quindi una formalità davanti al Torino. La città è impazzita, le bandiere giallorosse sventolano esposte ai balconi e lo stadio pare l'astronave della gioia romanesca. Arriva l'evento, lo scudetto tricolore sospirato per 41 anni e la canzone "Grazie Roma" di Antonello Venditi.! è una dedica d'amore alla capitale checca ratterizza quei giorni e inorgoglisci i tifosi, catapultati in una frazione di Ascondo ai fasti di un'antica civiltà.






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