Saturday, September 3, 2011

Ssc Napoli Highlights 1990 1991


  Sulle Ande cresce spontaneamente un arbusto le cui foglie hanno magiche proprietà: gli indigenti della Bolivia, del Perù e della Colombia le masticavano traendone l'illusione di resistere alla fatica e di vincere i morsi della fame. Le foglie contenevano un alcaloide, la cocaina: era la droga dei poveri. Da tempo è la droga degli intellettuali, il capriccio dei ricchi. La sniffi e in tre minuti acquisti grande lucidità mentale, fiducia in te stesso, la sensazione di essere più forte. Conan Doyle la mise a disposizione del suo immaginario Sherlock Holmes facendone così l'investigatore più acuto di tutta la storia poliziesca. La prese anche Sigmund Freud, il padre della psicanalisi, per meglio comprendere i problemi suoi e del prossimo: scrisse persine un rapporto, "Ueber coca", in cui magnificava la "splendida eccitazione" che deriva dalla cocaina. Da parecchi anni la cocaina è entrata anche nel mondo dello sport, più come capriccio da ricchi che come strumento capace di fornire energia artificiale. Ne è infestato il mondo professionistico americano (basket, baseball, hockey, football), ne è stato contagiato quello europeo. Ne è stato contagiato anche il calcio, che nel mondo resta lo sport più popolare. Mara-dona è risultato positivo al controllo antidoping: analisi e controanalisi hanno evidenziato in modo inoppugnabile tracce di cocaina dell'organismo dell'atleta più osannato al mondo. Prima di Maradona, soltanto un altro calciatore era caduto nella stessa trappola: Hernani del Benfica, trovato positivo per cocaina nel 1989. «Un calciatore che prende cocaina» aveva detto due anni fa Manfred Donike, direttore del laboratorio di analisi antidoping di Colonia e ora perito di parte di Maradona. «va in campo più aggressivo. Nei primi 20-30 minuti gli effetti sono più consistenti, i pensieri corrono veloci, si sente di dominare il proprio corpo, si ha una maggiore creatività. Alla fine del 90' il giocatore però ha bisogno di una pausa di rilassamento più lunga del normale». 

La cocaina generalmente non viene "cercata" nelle analisi antidoping; dunque, può anche essere che alcuni giocatori vi abbiano fatto ricorso per aumentare le proprie prestazioni essendo quasi certi di farla franca. Sono più propenso a credere che i calciatori che ne fanno o ne hanno fatto uso debbano questa loro scelta a un vizietto irrinunciabile. Sì, perché la cocaina da assuefazione. Cioè: si diventa tossicodipendenti. Io penso che oggi Maradona possa essere così definito. E allora vorrei che questa vicenda finisse in fretta. Invece se ne dovrà parlare ancora a lungo: sabato la disciplinare emetterà la sentenza di primo grado, la settimana successiva si avrà il verdetto della Caf. Per dieci giorni si discuterà ancora di questa sporca faccenda, con la stessa incredulità che circonda sempre i fatti abnormi. Lo sbigottimento mio e di tutti, davanti a una realtà da tempo sospettata ma solo ora inequivocabilmente rivelata, non deriva dalla rabbia per una simile enormità, ma dalla sensazione di essere stati traditi. Davanti a questo ennesimo "caso" Maradona, personalmente provo soltanto infinita pena. E trovo la cosa così desolante che non vorrei scriverne. Ma devo. Perché Maradona che assume cocaina è notizia che resterà nella storia dello sport e del costume. E allora va commentata.

Provo pena per diversi motivi. Maradona è stato sottoposto all'antidoping il 17 marzo dopo Napoli-Bari. Poiché le tracce di cocaina restano nell'organismo per un periodo variabile dalle 15 alle 30 ore, significa che il calciatore ha assunto la droga il 15 o 16 marzo: cioè mentre era inquisito (lo è ancora) per detenzione e spaccio di stupefacenti. Ciò significa che Maradona non può più fare a meno della cocaina. E questa è la cosa più penosa. Poi, trovo desolante la "difesa" del calciatore. Si tende a precisare che Maradona non ha assunto cocaina per migliore le proprie prestazioni. Cioè, con un malinteso senso di lealtà sportiva, si vuoi sottolineare che Maradona sul campo non ha mai barato, che prende coca solo per uso personale. È colpa meno grave? O il distinguo piuttosto non serve per vedersi comminata una pena ridotta, cosicché il pibe fra poco possa tornare a giocare e a guadagnare da qualche altra parte? Trovo anche avvilente che in parecchi si adoperino a parlare di congiure e complotti ai danni del povero Maradona. Credo che sarebbe meglio se ci si limitasse a stendere un velo pietoso sulla vicenda. Penso che Maradona sia indifendibile, che la colpa di tutto ciò che gli sta capitando sia soltanto sua. Arriva da noi nel 1984 e dal 1986 si trova coinvolto in pasticci: presunti figli illegittimi, amicizie sbagliate, consiglieri scelti da lui e poi rivelatisi poco affidabili, comportamenti arroganti di chi si sente autorizzato a dire e fare di tutto impunemente, insulti ad allenatori e dirigenti, inchieste giudiziarie dì vario genere. DÌ tutto questo ora qualcuno tende ad accusare il Napoli. Non l'hanno saputo gestire, si dice, nessuno gli è stato vicino. A me pare di capire che Maradona si sia scelto spontaneamente i propri consiglieri e che ne abbia rifiutati altri. Mi pare di capire che, non eccessivamente intelligente, abbia scelto come arma di offesa e di difesa la furbizia per lottare in un mondo di furbi, certo di essere il più furbo di tutti. Certo di riuscire, con il magico potere derivantegli dai piedi, ad ammansire ogni critica, ad addomesticare ogni giudizio, a farsi assolvere sempre e comunque.

Mi fa sincera pena, Maradona, perché tutto sommato ritengo sia rimasto vittima della propria grandezza. Cominciò a strabiliare a 14 anni, bambino. Da allora è cresciuto coccolato, viziato, adulato da gente ingorda e pronta ad assecondarlo e a sfruttarlo pur di trame un utile. Non ha mai avuto il tempo o la voglia, presumo, di riflettere su che cosa fosse la vita. È cresciuto zingaro, istintivo, abbagliato dalla propria capacità peda-toria, convincendosi giorno dopo giorno di essere onnipotente e prigioniero di meccanismi perversi da lui stesso innescati. Convincendosi anche di poter assumere cocaina senza che questa alla lunga lo danneggiasse. Intendiamoci, non è un "mostro". A suo modo deve anche essere leale e generoso se è vero che nessuno dei suoi compagni ha mai preso le distanze da lui, se è vero che non si è mai tirato indietro quando si trattava di aiutare qualcuno. E soltanto un ragazzo (però ha ormai 30 anni) che ha sbagliato. Purtroppo per lui ha sbagliato non da "anonimo", ma avendo addosso le luci di una ribalta planetaria. Il New York Times, per dire, l'ha sbattuto in prima pagina. Uno così non deve o non dovrebbe sbagliare mai. Al mondo ci sono milioni di ragazzi che sognano di diventare Maradona. Questi ragazzi adesso non stanno a distinguere fra "pubblico" e "privato": il loro idolo è uno che prende cocaina e credo che questa notizia non lì abbia lasciati indifferenti. Anzi: penso proprio che li abbia profondamente toccati. Mai nello sport, a livello di "grandissimi", alcun atleta aveva fatto una fine cosi triste essendo ancora in attività - come quella che ha fatto Diego Armando Maradona, il più grande calciatore dì tutti i tempi.


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3 comments:

  1. The best egde all time of anyone league in history of football... Finish here.

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  2. THANKS A MILLION FOR SHARE THE BEST PLAYER OF THE WORLD¡¡¡MERCI MY FRIEND

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  3. Thanks!
    But megaupload is closed now as I understood...
    Can it be reuploaded?

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