Saturday, September 10, 2011

Milan Ac Season Review 2010 2011

 Il mondo alla rovescia. Rino Gattuso composto come una regina, Zlatan Ibrahimovìc che ride, il medico sociale Gevi che balla sul pullman, e poi a San Siro Robinho che non sbaglia un gol. Il mondo che si rovescia dopo anni di digiuni e silenzi, e questa volta sono i milanisti a cantare e a lasciare per strada gioie, rancori e cocci di bottiglia, tanti. Sono i milanisti a schiacciarsi in Galleria e in piazza Duomo, tutti ammassati, mamme, bimbi e ultra. Sono i milanisti a cantare le loro hit: piace molto Eto'o con le sue rose nel metrò (disponibile la t-shirt a 15 euro), ma il popolo si scalda di più insultando Leonardo. Da via Turati allo stadio, il canto è quello che ha trasformato Gattuso in un demone o un martire della stampa, dipende dai gusti. «Rinouomo d'onore, giornalista finto perbenista», questo è il riassunto. Cantano in tanti e qualcuno brucia pure una maglia di Leo giocatore. D'altra parte Galliani non può fare lo shampoo a tutti, a meno di non aprire una nuova attività. Democrazia Per ora funziona bene quella che ha. Via Turati è strapiena di gente già dal primo pomeriggio, facce accaldate e felici in attesa del torpedone dei campioni. In prima fila, sulla balaustra del bus ufficiale diretto allo stadio, un quarto stato aggiornato: siccome è lo scudetto del gruppo, davanti hanno messo Flavio Roma, minuti giocati in campionato zero, e poi il tattico Maldera, e il preparatore dei portieri Landucci con Valerio Fiori, e Allegri in maniche di camicia in un angolino. 

I commercianti storcono il naso: affari se ne fanno pochi con quel muro di gente intorno. Una signora ultrasessantenne rimane incollata a una vetrina con le lacrime agli occhi e una sciarpa con una scritta eloquente: «Odio l'In-ter». Commosso, uno degli ultra abbandona le zone calde e corre a farsi una foto con la sciura. Poco più avanti un ragazzo di colore riprende inviperito un tifoso: «Cosa mi chiami Eto'o, scemo. Guarda che io sono milanista». Senso di appartenenza. Caos La festa è alla seconda puntata, è diluita, lo scudetto è vecchio di una settimana e forse nella testa della gente era cucito già dopo il derby sulle nuove maglie. Si sprecano i confronti: con Plnter c'era più gente, questa è organizzata male, guarda che la piazza è mezza vuota. Frasi sussurrate dagli oppositori. In realtà la piazza è quasi piena, la Galleria scoppia, le vetrine tremano. In giro ci sono cinquantamila persone e quando il torpedone arriva sotto il balcone designato di piazza Duomo l'eccitazione aumenta. Ma è già tardi e i giocatori non fanno in tempo a rispettare il programma iniziale. Il pullman ufficiale affianca il bus scoperto: trasbordo veloce e senza danni, roba da missione impossibile.

Tilt C'è chi resta davanti al maxi-schermo in mezzo alle bottiglie rotte (la prossima volta si potrebbero forse usare gli appositi cassonetti), ma è transumanza verso lo stadio con scene di delirio urbano; abbordaggio a taxi fuori servizio, fughe dalla metropolitana bloccata per motivi di ordine pubblico. Gli stranieri non capiscono, i milanesi capiscono anche troppo e qualcuno si avvia a piedi a San Siro che proprio vicino non è. Ma la metro resta fuori uso per colpa di un gruppo di spiritosi che hanno pensato di tranciare un cavo elettrico, perché limitarsi a danneggiare un vagone era poco, e una bella passeggiata è l'unico modo che resta per arrivare allo stadio. Il sabba dello scudetto numero 18 si chiude con qualche striscione dedicato («c'è chi vince sul campo in modo leale e chi vince piangendo in tribunale», «Campioni senza intercettazioni»), con i fuochi d'artificio e la coppa che torna lucida dopo sette anni, consegnata nelle mani di Am-brosini, prima volta da capitano vero. La prossima estate si riparte alla conquista dell'Europa. Arrivare in piazza in torpedone è lunga.




Dernière épreuve domestique d'envergure à reprendre le chemin des terrains, le Championnat d'Italie est, depuis 2004, la chasse gardée des clubs milanais. Sacré champion en mai dernier, l'AC Milan a rejoint au palmarès son meilleur ennemi, l'Inter. Les deux formations lombardes totalisent désormais dix-huit titres chacune. Toutes deux ambitionnent, logiquement, de reconquérir le Scudetto afin de reprendre le dessus sur le rival, pour le plus grand plaisir de leurs tifosi. En ce début de saison, les Rossoneri bénéficient, déjà, d'un avantage psychologique suite à leur victoire, le 6 août, en Supercoupe d'Italie à Pékin (2-1). Pour aborder ce nouvel exercice, les deux clubs ont été plutôt discrets sur le marché des transferts. Milan s'est principalement concentré sur le renfort de joueurs en fin de contrat (Mexès, Taiwo) et sur l'acquisition définitive d'éléments prêtés la saison passée : Amelia, Boateng et Ibrahimovic.  Une transaction qui ravit le géant suédois : «Je me sens ici comme je ne me suis jamais senti auparavant dans un autre club. Milan est comme une fa mi Ile pour moi». Du côté des Nerazzurri, la principale évolution par rapport à la saison passée ne se situe pas sur le terrain mais juste à côté : sur le banc de touche ! Leonardo parti à la direction sportive du PSG, Cian Piero Gasperini prend sa place aux manettes des Interistes et pourra compter sur le milieu Argentin Ricardo Alvarez, débarqué en provenance de Vêlez Sârsfield (12 M€). Après une saison catastrophique, la Juventus, privée de compétition européenne, est dans l'obligation de se racheter. Pour y parvenir, les Piémontais ont accueilli de nombreuses recrues : les latéraux suisses Ziegler (Sampdoria) et Lichtsteiner (Lazio), le milieu chilien Vidal (Bayer Leverkusen), l'attaquant monténégrin Vucinic (Roma). Autre coup de maître avec la signature d'Andréa Pirlo, champion du monde en 2006 et double vainqueur de la Champions League, en fin de contrat du côté du Milan. Egalement prétendants aux premières places, les deux clubs de la Ville éternelle ont réalisé de jolis coups cet été. La Lazio, qualifiée en Europa League, s'est renforcée avec des joueurs expérimentés : Djibril Cissé, Lorik Cana, Miroslav Klose, Abdoulay Konko et Federico Marchetti. La Roma, quant à elle, a attiré Bojan (Barça) et Stekelenburg (Ajax), deux espoirs confirmés sur le vieux continent. Enfin Naples et l'Udinese, troisième et quatrième du dernier championnat, espèrent rééditer cette performance. Rossoneri et Nerazzurri sont prévenus : leurs adversaires semblent particulièrement déterminés.




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