Tuesday, January 11, 2011

AS Roma Stagione 1991 1992

  Terminate le "notti magiche" dei mondiali si torna al lavoro con Ottavio Bianchi al comando. Entrano a far parte della famiglia giallorossa anche Carboni, Aldair e Carnevale, ma a metà campionato un luttuoso evento raggela la società. Muore il presidente Dino Viola, gennaio del '91, e la pesantissima eredità viene raccolta da Giuseppe Ciarrapico, sollecitato dal presidente federale Ma-tarrese. Che Roma avremo? Nascerà presto, se nascerà, un altro Dino Viola? Ancora con le lacrime agli occhi i giocatori riescono a centrare per la settima volta l'obbiettivo Coppa Italia, dopo aver battuto il Foggia, il Genoa, la Juventus, il Milan e la Sampdoria. Per poco non riesce l'impresa anche in Coppa Uefa. Nella doppia finale con PInter la Roma perde all'andata 2-0 e al ritorno il gol di Rizzitelli non basta per capovolgere la situazione. Giuseppe Ciarrapico si entusiasmae conferma l'allenatore con l'innesto in squadra del brevilineo Thomas Haessler, furetto di centrocampo. Il quinto posto di classifica è assicurato, ma sfuma la Coppa delle Coppe ai quarti di finale per colpa del Monaco. Capita. E l'entusiasmo presidenziale inizia ad affievolirsi come pure la stima per il tecnico in carica che per la stagione '92-'93 viene sostituito da Vujadin Boskov. È una virata giusta? Alcuni errori di gestione ed una campagna acquisti spregiudicata fanno tremare le fondamenta della società. 

L'argentino Caniggia ed il serbo Mihajlovic sono gli arrivi, ma il primo viene subito fermato per doping. Il decimo posto è la campana di avvertimento. I bilanci fanno acqua da tutte le parti e si deve correre immediatamente ai ripari. Inizia una nuova era. Franco Sensi entra in scena come protagonista ed insieme a Pietro Mezzaroma si avviano i lavori di ricostruzione. Un compito arduo, pieno di difficoltà ma anche di soddisfazioni. I tifosi si esaltano con l'arrivo del bomber argentino Abel Balbo, uomo di fede nella vita e di talento nel calcio. Il presidente Sensi assume subito pieni poteri per far decollare la società e sulla panchina arriva Carletto Mazzone, soprannominato "er magara" per il suo pronunciato dialetto romano. Sì, ora a portare avanti la compagnia giallorossa sono due signori innamorati della Roma da sempre. La stagione '93-'94 non va comunque troppo bene, la Roma è settima ma il fatto che brucia di più è la mancata qualificazione in Coppa Uefa, raggiunta poi nell'anno successivo. Ed è proprio nel campionato '94-'95 che si torna a puntare sui pesanti investimenti per vincere qualcosa o almeno provarci.




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