Thursday, December 9, 2010

Campionato Io Ti Amo 1984 1985




  In estate arriva a Napoli Diego Armando Maradona. Settantamila tifosi lo accolgono al San Paolo in un folle show di pura marca sudamericana. Gli stranieri continuano a fare metà dello spettacolo del nostro calcio, che siano bidoni o no poco importa. Rummenigge all'Inter, So-crates alla Fiorentina, Junior al Torino, Corneliusson al Como, tra gli altri. Dalle macerie della Roma fuggono Liedholm e il suo luogotenente Di Bartolomei. Vanno al Mi-lan. Nella stagione in cui gli arbitri vengono assegnati per sorteggio integrale, il campionato lo vince il Verona. Qualcuno sostiene che tra le due cose c'è un nesso molto stretto. È il Verona di Nanu Galderisi, della coppia Elkjaer-Briegel, di Pierino Panna e Antonio Di Gennaro. Ma soprattutto è il Verona di Osvaldo Bagnoli. Milanese della Bovisa e «tecnico di mirabile pragmatismo» come scrive Gianni Brera che riconosce in lui l'erede del gioco all'italiana. «Il calcio è un gioco semplice» sostiene Bagnoli «non sono indispensabili astruserie come il pressing o la zona.» E poi: «Non mi va di fare il buffone: non partecipo a certe trasmissioni televisive». Il finale di stagione è macchiato dalla tragedia dell'Heysel. Dopo la morte in diretta di 39 persone sugli spalti del piccolo stadio belga che ospita la finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool, la partita è ugualmente giocata e vinta dai bianconeri con un gol di Platini. Per motivi di ordine pubblico, si spiega. I festeggiamenti degli juventini per la vittoria ancora aleggiano come un incubo sulla storia del calcio recente.



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 Cover Scan Brut:









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